
Il romanzo Metro 2033, che ho scoperto grazie alla mia compagna di viaggio Maria, scritto dallo scrittore russo Dmitrij Gluchovskij vede un’umanità costretta a vivere rifugiata nella metropolitana moscovita a seguito di una terribile guerra atomica. L’idea del romanzo nacque durante le tante ore passate dall’autore tra le linee colorate della metro di Mosca.
Intitolata a Lenin (e a chi sennò?), la rete metropolitana della città viene inaugurata nel 1935 e conta 14 linee e 222 stazioni. Frenetica, caotica, rapida, la metro moscovita stupisce i turisti sia per la sua efficienza, sia per la bellezza sconvolgente delle sue stazioni, alcune considerate dei veri e propri capolavori.
Ecco una piccola galleria di foto delle stazioni che, secondo me, vale la pena vedere se siete in visita nella capitale russa.
La cosa geniale della metro di Mosca è che molte stazioni sono collegate tra loro da passaggi pedonali sotterranei e scale mobili lunghissime che evitano ai viaggiatori di metter fuori il naso per fare un cambio di linea – il che d’inverno è abbastanza traumatico, ve lo assicuro.
Se non siete molto pratici nell’usare la metro o avete paura di sbagliare direzione, non disperate! I nostri amici russi, infatti, vengono in nostro aiuto con l’app Yandex Metro. Intuitiva da usare, riconosce anche i caratteri latini e ci mostra il percorso e i cambi che dobbiamo fare per raggiungere una determinata stazione.
Non ci resta che dir loro спасибо, perché grazie a questa app non vi perderete in quel labirinto che è la metro!














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